PENSARE DIVINO, un blog che ruota intorno al mondo del vino, partendo dalla vite, passando per l' uva e arrivando al bicchiere in tavola.
Gli articoli vengo presi da lezioni/ricerche universitarie, esperienze personali ed info dal web.
Se siete interessati ad approfondimenti e argomenti che vi piacerebbe leggere sul blog chiedete pure, idee e richieste sono sempre ben accette!
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venerdì 17 giugno 2011

nuovo trincia

questa mattina alle 7:30 è arrivato in azienda il camion con il nuovo trincia a doppio rotore, purtroppo gli attacchi erano sbagliati (attacchi posteriori),  noi per lo sfalcio dell' erba e la trinciatura dei residui di potatura adoperiamo tutte macchine forntali, questo per evitare danni al trattore, e sopratutto per non calpestare con le ruote l' erba che va tagliata, il risultato finale non sarebbe lo stesso, inquato dove il trattore calpesta, l' erba momentaneamente viene schiacciata e il tagliarerba non la taglia, una soluzione sarebbe andare piano, però ormai sono abituato a tagliare l' erba a 6-9 km, e i tempi sono calibrati per queste velocità.

Ricordo che l' erba in vigna è sempre meglio sminuzzarla e triturarla, mai lasciarla integra (tipo sfalcio del fieno) altrimenti lasciandola nei filari marcirebbe apportando maggiori cariche di muffa nel vignale e nell' uva, l' erba noi la manteniamo da un' altezza di 3 cm (appena tagliata) ad una max di 25-30cm quando è ora ti tornare a tagliarla.

martedì 14 giugno 2011

lunedì 13 giugno 2011

3° trattamento

Oggi lunedì 13 Giugno in azienda abbiamo finito di fare il 3° trattamento antiparassitario della stagione, avevamo iniziato sabato, facendo circa metà azienda, per poi voler finire ieri (domenica) ma purtroppo c'era troppo vento e abbiamo rimandato gli ultimi 20 ha ad oggi.

L' importanza di fare i trattamenti in assenza di vento si riferisce al fatto che, il prodotto da fare deve andare sulle foglie e non disperso nell' aria, in modo da avere una maggiore copertura e sicurezza nell' efficacia antiparasitaria.

voglio ricordare che noi eseguiamo i trattamenti nelle vigne con 2 macchine entrambe prodotte da Martignani KWH, un atomizzatore da 10 hl trainato dal trattore e un gruppo montato sulla scavallante pellenc, con 2 vasche da 10 hl cadauna, e 2 calate che permettono di trattare la fila centrale e le 2 mezze laterali.

L' essenziale per avere una buona difese contro le infezioni è quella di trattare tutta la superficie aziendale nel minor tempo possibili, in modo da avere uniformità di lavoro.

mercoledì 8 giugno 2011

Visita agli stabilimenti Caviro

Martedì 7 Giugno, con la classe del secondo anno di Viticultura ed enologia dell' università di Udine, accompagnati dal prof. Zironi, siamo andati in visita a 3 cantine socili 2 appartenenti al gruppo Agrifrutta e 1 era la Caviro (produttrice del Tavernello).

Cominciamo dalla prima, è un ' azienda situata vicino a Rimi, appena arrivati ci ha accolto uno dei responsabili di cantina, che molto gentilmente ci ha accompagnati in una visita guidata, illustrandoci tutte le atrezzature, in sintesi all' ingresso troviamo un a serie di vasche di dimensioni variabili da 6000 a 10000 ettolitri, più avanti ci sono le buche per lo scarico dei carri (dopo che sono stati efettuati i controlli e le analisi) in totale avevano 4 tramogie accoppiate a 6 diraspatrici, il carico massimo supportato in vendemmia a pieno regime sono 2000 quintali di contenimento tramogie e 20000 quintali lavorati in giornata. Da qui il diraspato viene pompato in una serie di presse, 2 siprem da 1000Q che lavorano in combinata, e poi all' interno vengono servite una serie di 5 presse in continuo e una pressa a nastri, da qui il pressato finisce nelle cisterne dove con 4 flottatori continui viene illimpidito (la feccia viene filtrata da 6 filtri sotto vuoro, ad occhio erano da 100-120 mq), il vino fermentato viene vene trattato a freddo per la stabilizzazione tartarica e poi filtato con un filtro tangenziale a 18 cartucce.

Quest' azienda produce solo vini bianche con quantitativi di 75.000 hl annui, di cui un 30% (variabile9 vine consegnato obligatoriamente alla Caviro

Verso ora di pranzo siamo arrivati a Forlì sede della Caviro, dove accolti dal responsabile di cantina siamo potuti entrare in azienda (meglio chiamarla industria...) dopo una breve presentazione del marchio Tavernello, indossati i camici usa e getta abbiamo varcato le porte della cantina, subito d? impatto si notano vasche di dimensioni spaventose, in mezzo a queste sono situati 2 impianti di stabilizzazione tartarica continua, uno per i vini rossi e l' altro per i bianchi, lavorando giorno e notte per 5 gg la settimana (il sabato e la domenica sono giornate dedicate alle manutenzioni) il vino stabilizzato passa in una serie di tubi in acciaio dove vengono fatte delle aggiunte in continuo di solforosa, MCR e altro. Tempo una paio di gg il vino viene imbottigliato, o meglio inscatolato nel tetra pak, grazie a 8 macchine appositamente studiate le quali riempiono dagli 8000 ai 10000 tetra pak all' ora, che tramite un sistema di robot perfettamente programmati vengono imbancalati e stoccati in un magazzino completamente automatizzato, qui i carichi permangono per un massimo di 3 settimane.

I rifornimenti di vino all' industria avvengono sia tramite gomma sia tramite rotaio, con un gran via vai di camio, ogni vasca loro contiene 12000 hl, se una cisterna su camion ne porta circa 300hl ne servono 40, tenendo conto che li la cantina su svuota molto rapidamente è come essere in autostrada! Il volume di prodotto della Caviro si aggira intorno a 1.700.000.000hl di vino annui.

Nel pomeriggio siamo approdati all' ultima visita in un' azienda empre del gruppo Agrifrutta, nella quale vengono prodotti principalemente vini rossi, qui abbiamo potuto osservare molte tecnologie legate alla macerazione e fermentazione in rosso, l' enologa della coperativa ci ha accompagnati in un giro didatticamente interessante, in quanto ci ha da prima spiegato tutti i metodi di lavorazione e in fine ci ha fatto asaggiare tutti i prodotti aziendali, i quali mi hanno lasciato sodissfatto, sia per la qualità della gamma più alta sia per aver testato la differenza nei vitigni coltivati in alta o bassa collina.

Dopo la degustazione siamo ritornati in Friuli, soddisfatti della nostra gita, non capita tutti i gg di visitare aziende così grandi e importanti, infatti la visita alla Cviro è stata preziosa dal punto di vista informativo ma poco interessante dal punto di vista formativo in quanto le nostra piccole realtà sono ben lontane da essa. Per fortuna!

lunedì 6 giugno 2011

Gita a Roma

Per la precisione io e la mia famiglia, per motivi di lavoro siamo stati a Latina, un viaggio di 3 gg, conclusosi sabato sera.

Questa è una riflessione personale per comprendere le differenze tra nord e sud, non voglio essere razzista o polentone, ma voglia raccontare qualche episodio vissuto di persona:

- entrati in un negozio (accompagnati dal nostro rappresentante) dopo aver deciso cosa comprare al momento del pagamento, richiediamo lo scontrino, una cosa normale.... ci viene risposto con tono molto scherzoso: -ma siete matti?!?! ma se insistete ve lo faccio....-

- fermarsi ad un semaforo rosso equivale a ricevere una quantità di claxonate paragonabili a quelle da stadio

- trovare un bar aperto alle 7 di mattina per bere un caffè è praticamente impossibile (dalle mie parti aprono alle 4:30 di mattina)

- chi vede un motociclista col casco si ritenga fortunato! ...evidentemente è appena uscito dal parruchiere....

- parcheggiare fuori dalle righe in curva e sulle strisce perdonali è normale, gli ausiliari del traffico non si vedono fino a sera...

questi sono solo alcuni esempi, gli altri episodi non me li ricordo! Sembra un' altra Italia da quella che sono abituato a vivere nella mia regione.... Mi sa che ho sbagliato tutto, o tutto va al contrario....

martedì 31 maggio 2011

la zavorratura del trattore

Questo è un argomento che si stacca dall' ambito enologico-vitivinicolo, ma che comunque rappresenta un buon discorso dal punto di vista del lavoro pratico.

E' molto importante avere un trattore o una macchina operatrice del giusto peso, in relazione alla lavorazione e alle condizioni di lavoro, mi spiego meglio, avere un trattore che pesa tanto (e quindi che compatta molto il terreno) durante lavori che non implicano grossi sforzi e problemi di aderenza (sia per il fondo del terreno che per le atrezzature leggere) è inutile, inquanto i consumi di gasolio e di gomme aumentano, un esempio di questi lavori posso essere cimatura, sfalcio dell' erba, trasporto di carichi leggeri.

Invece dobbiamo vedere le zavorre come degli aiuti nel nostro lavoro quando necessitiamo di avere maggior grip sul terreno, una migliore ridistribuzione dei pesi e contrappesi e un migliore scarico della potenza al suolo. Personalmente le uniche lavorazioni in cui aggiungo zavorra al trattore sono durante ripature profonde su terreni sciolti o compatti (in questo modo sposto parte del carico sull' asse anteriore che mi facilita il lavoro) oppure quando mi addopero allo sfalcio delle scarpate (sfrutto la zavorra per riequilibrare il trattore, in senso opposto allo sbraccio), invece quando taglio erba più il trattore è leggere è meglio mi trovo, nel caso di trattamenti antiparassitari dovengo correre molto qualche zavorra sull' anteriore va sempre bene, anche perchè si lavora in collina.

Io solitamente zavorro il trattore avanti, nel caso necessiti di controbilanciare il carico posteriore e con acqua nelle gomme nel caso di bilanciamenti laterali. Le migliori condizioni di lavoro sono quelle in cui vengono usate macchine flessibili che permettono di cambiare agevolmente la distribuzione dei pesi, pur sempre rimanendo stabili e sicure. Ovviamente non posso pretendere di usare un trattore super leggero e zavorrarlo con molto peso, pensando di mantenere le caratteristiche intrinseche alla macchina (trazione, coppia, accelerazione, potenza, agilità), il mio consiglio è comunque quello di avere macchine ben piazzate al suolo con gomme adatte ad un basso impatto sul terreno e con la possibilità di essere zavorrate senza compromettere le loro "doti".

Io utilizzo dei Fendt 280P macchine robuste e pesanti, con una buona distribuzione dei pesi, che mi permettono di poter essere zavorrate sull' anteriore con 12 zavorre da 25Kg mentre sui fianchi dipende dal volume interno della gomma (mediamente 100 Lt), sempre mantenendo le loro carateristiche per qui li abbiamo preferiti, ovvero affidabilità, grande coppia motrice e manegevolezza.

Ovviamente la scelta della ridristribuzione dei pesi va fatta anche in relazione a dove andremo a lavorare, in pianura non si necessita di grosse zavorrature (apparte in casi limite) mentre per lavorare in collina è sempre meglio avere dai 50 ai 250 Kg di zavorra anteriore a seconda del lavoro, in modo da far affidamento anche sulla trazione delle ruote anterione mentre si manovra in pendenza.

lunedì 30 maggio 2011

Giornata di trattamenti

Oggi a distanza di 10 gg dall' ultimo passaggio a trattare, in azienda verrà efettuato il 3° trattamento della stagione.

Tutti i nostri trattamenti vengono fatti mediante l' ausilio di atomizzatori martignani kwh, che ci permettono di lavorare a basso volume (150-200 L/ha), sono quantita d' acqua ancora elevate, che manteniamo late solo perchè le velocità di avvanzamento del trattore e della scavallante Pellenc, variano da un minimo di 8.1 km/h ad un max di 10.3 km/h della Pellenc, e quindi si rende necessario avere una bagnatura fogliare efficace.

Se lavorassimo a velocità inferiori la quantità di acqua per ettaro sarebbe nettamente inferiore, ma in questo caso verrebbe a mancare il requisito fondamentale per un buon trattamento, ovvero farlo in meno di 24 ore, in modo da omogeneizzare tutta l' azienda e di non avere parcelle meno protette.

Sono già parecchi anni che in azienda il nemero totale di trattamenti antiparassitari non super i 6 passaggi, questo ci permette di concentrarci maggiormente sulla cura del vigneto.